Federazione dei Cristiano Popolari
FDCP, La forza del dialogo
IL CASO SULCIS: MAURO PILI CON I MINATORI
Categories: Attualità, Politica

Federazione dei Cristiano Popolari: Pochi giorni fa, il 26 agosto, intorno alle 22.30 gli operai della Carbosulcis (società della Regione Sardegna che gestisce l’ultima miniera di carbone rimasta estrattiva nel Sulcis ed in Italia, quella di Nuraxi Figus) hanno occupato la miniera di Gonnesa, nel Sulcis. Una trentina di minatori è scesa a 373 metri di profondità, bloccando l’accesso ai pozzi con cumuli di carbone e mezzi meccanici.

Queta protesta è esplosa per convincere il Governo a sbloccare il progetto di rialncio della miniera con la produzione di energia pulita dal carbone attraverso la cattura e lo stoccaggio del co2 nel sottosuolo.

Con i minatori, l’Onorevole PDL Mauro Pili, che si è schierato accanto ai minatori del Sulcis: ”Si tratta della risposta piu’ dura che questo territorio potesse mettere in campo. Chi conosce i minatori sa che non cederanno facilmente e che la lotta sara’ durissima. Il progetto della Carbosulcis e’ fondamentale per rompere il monopolio dell’Enel dal territorio, uscire dal ricatto energetico che sta portando alla morte tutte le industrie energivore. E’ il momento di unire le forze. La vertenza Sulcis e’ unica, ha un nemico diretto, l’Enel, e un governo che non fa niente per affrontare le questioni vitali per il futuro di questo territorio”.

”Il governo venga immediatamente convocato dalla Camera per riferire su quanto sta avvenendo. Non sono tollerabili ulteriori ritardi e silenzi complici dell’Enel. Per quanto mi riguarda – conclude – sono affianco ai minatori in occupazione e condivido totalmente il loro duro gesto di protesta”.

Queste, tra le altre, le dure e dirette dichiarazioni di Pili che lunedì scriveva su Facebook: “SONO LE 9.20. Ho appena finito l’incontro con i rappresentanti dei minatori. Mi hanno chiesto di occupare la miniera insieme a loro. Sto scendendo. Non so quando potrò aggiornarvi ulteriormente. Resterò con loro in fondo ai pozzi sino a quando non sarà convocata la Camera per affrontare la questione CARBOSULCIS e la vertenza Sulcis. Grazie per il sostegno che ognuno di voi darà ai minatori in lotta e alla Sardegna tutta.”

Dopo aver indossato la tuta bianca, caschetto e lampada il parlamentare originario di Iglesias ha deciso di raggiungere il gruppo di lavoratori asserragliati a 373 metri di profondità.

Le ultime ore hanno fatto sfociare episodi di profonda esasperazione tra gli occupanti: un operaio particolarmente agitato si è tagliato un polso gridando il suo sconforto “è questo che dobbiamo fare, ci dobbiamo tagliare?”. La situazione è ormai disperata e non bisogna dimenticare che assieme agli operai c’è una riserva di esplosivo alla quale alcuni minatori hanno già tentato di mettere mano, fermati prontamente dai rappresentanti sindacali.

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