Federazione dei Cristiano Popolari
FDCP, La forza del dialogo
ELEZIONI 2013: BRACCIO DI FERRO PER IL RINVIO A MARZO

Federazione dei Cristiano Popolari: Dopo il  “sì” del Presidente Napolitano si avvicina la data prevista per lo scioglimento delle camere prevista per il 21 dicembre 2012 ma è proprio sui tempi di esaurimento dell’attività parlamentare a suscitare un acceso dibattito: un vero e proprio braccio di ferro tra Pdl e Pd è quello che si asta delineando circa i tempi di esaurimento dell’attività parlamentare che aprono la strada  e alla campagna elettorale.

 Casus belli è dato dalla legge di stabilità che ieri ha rallentato il suo iter di approvazione al Senato e alla cui definitiva approvazione Mario Monti ha collegato le sue dimissioni da premier.  Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera,ha annunciato ieri, dopo l’evidente rallentamento dei lavori, che il proprio partito ha intenzione di prendersi tutto il tempo necessario per esaminare con cura il testo della legge di stabilità quando arriverà a Montecitorio, inoltre ha aggiunto che “anche il decreto sulle liste elettorali non può essere esaminato a Camere sciolte”.

 Pronta la reazione del Pd che punta l’indice contro l’incoerenza di chi ha di fatto sfiduciato il governo Monti e poi non vuole trarne le conseguenze. Per il PDL è necessario rimandare a causa dell’inserimento da parte del Senato, dei contenuti del tradizionale decreto Milleproroghe nella legge di stabilità. In queste ore a Palazzo Madama sono stati presentati molti emendamenti al testo che obbligheranno ad un allungamento dei tempi di approvazione nella commissione Bilancio. Le previsioni sono che il provvedimento potrebbe arrivare alla Camera o domani o addirittura venerdì con il risultato di far slittare alla prossima settimana la conclusione dell’attività’ legislativa di Montecitorio.

Inoltre dal partito del PDL è giunto ieri sera un nuovo comunicato che pone l’accento su un altro grande problema: l’impossibilità di organizzare in modo efficiente il voto degli italiani all’estero in tempistiche così ristrette come si legge dalla breve nota del partito:”Poniamo con forza una questione che non riguarda l’una o l’altra forza politica, ma i diritti di tutti i cittadini italiani, in particolare di quelli residenti all’estero, e, conseguentemente, la regolarità dell’intera procedura elettorale, per evitare caos e contestazioni. Se infatti la data del voto fosse quella ipotizzata del 17 febbraio, più di 4 milioni di cittadini italiani residenti all’estero potrebbero non vedersi recapitare in tempo utile i plichi contenenti le schede elettorali. Infatti, il complesso lavoro di “bonifica” degli elenchi affidata ai Consolati esteri, che normalmente necessita di almeno quattro settimane, calcolando la data del voto al 17 febbraio, non lascerebbe il tempo necessario ad effettuare correttamente la convocazione degli aventi diritto al voto. Ne conseguirebbe un caos nei giorni del voto, che all’estero è ulteriormente anticipato di circa venti giorni, con decine di migliaia di cittadini italiani impossibilitati ad esercitare il loro diritto. Di fronte a questo rischio di democrazia elettorale, il rinvio di una o due settimane, consentirebbe certamente agli uffici centrali ed esteri di poter operare in maniera precisa e puntuale, senza inficiare il corretto voto all’estero e conseguentemente per il rinnovo del Parlamento. Ribadiamo dunque una opportunità di assoluto buon senso: votare il 24 febbraio o il 3 marzo consentirebbe di realizzare l’intero procedimento elettorale senza alcun rischio”.

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