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ECONOMIA: QUANTO COSTERA’ IL 2013 AGLI ITALIANI?
Categories: Attualità, Società

Federazione dei Cristiano Popolari: Brutte notizie sul fronte dei risparmi per le famiglie italiane. A pochi giorni dal Natale arriva lapidario il sondaggio della CODACONS che ha marchiato il Natale 2012 come il più povero degli ultimi dieci anni.  “Il calo delle vendite di Natale – ha spiegato il presidente del Codacons Carlo Rienzi – è il segno evidente di una politica economica sbagliata che finora ha preferito aumentare la pressione fiscale anziché salvaguardare le tasche delle famiglie”. Ad essere ancora più inquietante è il commento rilasciato dal presidente del CODACONS sulle spese a cui gli italiani non potranno in alcun modo sottrarsi nel prossimo anno che: “in assenza di un’inversione di tendenza, il 2013 si prospetta nettamente più esoso del 2012″.

Secondo i dati del sondaggio effettuato da Confesercenti-SWG,  il 94% degli intervistati ha trascorso le festività natalizie in famiglia, mentre si è contemporaneamente dimezzato il numero di coloro i quali hanno deciso di consumare la cena o il pranzo in qualche ristorante, e anche di quelli che hanno deciso di andare in vacanza, seppur restando in Italia. Sono stati solo 12,4 milioni gli italiani che hanno deciso di spostarsi. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi ha fatto osservare che, durante le vacanze di Natale, “I restanti 47,6 milioni di italiani (pari a circa l’80% della popolazione) non si sposteranno di casa durante le festività e quasi 32 milioni (rispetto ai 24 milioni del 2011) non lo potranno fare per motivi economici. L’andamento delle imminenti vacanze natalizie degli italiani fotografa l’apice di una crisi che auspichiamo possa presto giungere al suo fondo”.

Quali spese poterà, dunque,  il 2013? Si inizia dal canone Rai per il quale l’abbonamento annuale per il 2013 salirà a 113,50 euro, con un aggravio di 1,50 euro rispetto al 2012. Gli italiani avranno tempo fino al 31 gennaio per pagare il canone. Anche le tariffe postali prevedono nuovi rincari. Nella delibera pubblicata alla vigilia di Natale, l’Agcom ha comunicato che, a partire dal prossimo primo gennaio, verranno ritoccate le tariffe per le spedizioni postali. Nuove spese si aggiungono per la casa: è prevista l’entrata in vigore della Tares, la nuova gabella sui rifiuti che, a partire dal 2013, sostituirà la Tarsu e la Tia con un incremento atteso che dovrebbe essere tra il 10% e il 14%. Introduzione che si è resa necessaria per andare ad appianare i conti in rosso dei municipi. Non va meglio per le bollette. Stando ai dati della Cgia di Mestre, oltre al caro prezzi e all’aumento delle tasse, ad alleggerire i portafogli delle famiglie italiane hanno contribuito anche gli aumenti registrati dalle tariffe dei servizi pubblici di prima necessità: nel dettaglio, dal 2002 al 2012, l’acqua è aumentata del 71,8%, il gas del 59,2%, i rifiuti del 56,3%, i trasporti ferroviari del 47,8%, i pedaggi autostradali del 47,6%, i trasporti urbani del 46,2% e l’energia elettrica del 41,8%.

 

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