Federazione dei Cristiano Popolari
FDCP, La forza del dialogo
«Andiamo oltre i partiti deboli» Il centrodestra riparte da Baccini e dal suo progetto pilota per Fiumicino
Categories: Attualità, Politica

fotobacciniFederazione dei Cristiano Popolari: Dall’intervista rilasciato a Daniele di Mario per Il Tempo emerge chiara la volontà di Mario Baccini di dare nuove coordinate a un centro destra in crisi d’identità, soprattutto nelle realtà locali:

“Sono idealmente rivolti verso il Litorale Nord di Roma gli occhi del centrodestra. Perché i Comuni di Fiumicino, Cerveteri, Ladispoli e Civitavecchia possono costituire una sorta di progetto pilota perriaggregare un’area politica in difficoltà e riportarla a vincere.
Motore dell’iniziativa è Mario Baccini, ex ministero della Funzione pubblica nel governo Berlusconi ed ex vicepresidente del Senato, attualmente presidente dell’Ente nazionale per il Microcredito. «IlLitorale Nord – spiega- rappresenta il mio collegio storico». Naturale,quindi, ripartire da lì. Certo Baccini non nega che la sua iniziativasia per il momento un «fatto territoriale», ma in prospettiva potrebbe essere replicata anche su scala regionale e nazionale. Perché l’idea diBaccini è semplice quanto ambiziosa: costruire un blocco centrale di quattro-cinque liste civiche fatte di cittadini e cittadini alle quali aggregare «chi ci sta», ossia i partiti tradizionali del centrodestra.
Un progetto «che guarda in modo naturale alla Pisana, essendo proiettato alle prossime regionali, dove il blocco moderato può davvero vincere».
In queste settimane sono circolate insistenti le voci su una presuntacandidatura di Baccini a sindaco di Fiumicino, per sfidare l’uscente Esterino Montino (Pd)e arginare la marea montante del MoVimento 5 Stelle. Voci, appunto. Baccini non dice né sì né no, lascia piuttosto la propria disponibilità sulla sfondo. Il punto è un altro, puntualizza, è il progetto. «Di fronte alla velocità dei mutamenti in atto nella nostra comunità-dice – appare inevitabile che l’economia sociale diventi forza civica e generi un blocco centrale di cittadine e di cittadini». Il politico romano sottolinea «l’attuale situazione di grave crisi politica e morale, di sbandamenti e incertezze tali da farci dubitare della nostra comunità», ma si pone il compito di stimolare «una rilettura di quanto avvenuto negli ultimi anni». Il blocco centrale a cui tende Baccini ha l’obiettivo di supplire agli attuali partiti «chiusi nei loro gusci» e «disgregati». «Assistiamo – prosegue l’ex ministro- alla crisie alla disgregazione dello Stato e allo sfibrante logorio delle istituzioni pubbliche. Molti di noi negli ultimi anni hanno consegnato la tutela dei propri interessi e dei propri valori a partiti e movimenti di destra o di sinistra che non sono stati in grado di difenderli. Lenostre città soffocano e con loro tutti coloro che erano identificati come ceto medio, una forza dominante sociale, culturale ed economica cheè stata azzerata». Di qui la consapevolezza di Baccini che «è giunto il momento di prendere coscienza: non possiamo più farci rappresentare dacoloro che il giorno dopo lavorano per annullarci. Ci stiamo organizzando per far nascere un blocco centrale nella politica cittadina che sappia generare nuovi amministratori in grado di governare la cosa pubblica con scienza e coscienza». Per farlo – prosegue l’ex vice
presidente dell’Aula di Palazzo Madama- «occorre ricollegare e riallacciare i fili della buona amministrazione ridando forza e vocealle forze produttive fino a ora emarginate e tartassate e alle forzesociali che necessitano di una attenzione e sensibilità più evidente per ricreare la consapevolezza che dietro ogni scelta politica eamministrativa c’è una persona in carne e ossa». Per Baccini, «le prossime elezioni amministrative» nei Comuni in provincia di Roma,«potrebbero registrare un passo indietro di tutti i partiti principali», anche se – precisa – «non è nostra intenzione escludere nessuno, mabasta con i vecchi riti. Dobbiamo creare una serie di liste in grado successivamente di allearsi con i partiti sulla base dei programmi edella selezione della classe dirigente».

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