Federazione dei Cristiano Popolari
FDCP, La forza del dialogo
LE NOSTRE PROPOSTE

 INSIEME PER IL CAMBIAMENTO, PER L’ABBATTIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA E DELLA PRESSIONE FISCALE, LA CRESCITA DELL’OCCUPAZIONE E DEL PIL

a cura del Centro Studi FDCP, Dipartimento Comunicazione e Propaganda

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AUMENTIAMO GLI STIPENDI

* INNALZAMENTO E ADEGUAMENTO ALLA MEDIA EUROPEA DEI REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE

Gli stipendi italiani sono più bassi del 17% rispetto alla media dei paesi OCSE e il 19% in meno della media europea. L’Italia occupa il ventitreesimo posto della classifica redatta su un campione di trenta paesi. Lo stipendio italiano medio annuo netto corrisponde a poco più di 14.700 euro.

Lo spread sfavorevole è determinato dalla eccessiva pressione fiscale e dai salari lordi troppo bassi.

In congruenza con la politica fiscale e economica europea i cittadini italiani sono chiamati a continui sacrifici e giri di vite, gli ultimi quelli sul sistema pensionistico e l’imposta sulla casa, sebbene la nostra competitività sia inficiata anche dalla minore capacità di spesa delle famiglie italiane rispetto a quelle degli altri stati europei.

Nella logica di uniformità e appartenenza alla casa europea si ritiene imprescindibile adeguare i redditi da lavoro dipendente al valore intermedio europeo, rimettendo in moto la leva della crescita della spesa pro capite. Riteniamo necessario un concorso fra stato e imprese per il riassorbimento del gap, legando l’aumento dei costi da lavoro dipendente alla  produttività dei lavoratori e dei gruppi di lavoro.

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LAVORO NO TAX

*NESSUNA TASSA PER I PRIMI DODICI MESI PER I GIOVANI LAVORATORI AL PRIMO IMPIEGO

La no tax primo impiego è un provvedimento di natura fiscale da destinarsi ai giovani al primo impiego assunti con contratto a tempo indeterminato che consiste nell’azzeramento, per i primi 12 mesi lavorativi, delle imposte e di contributi sui redditi minimi pro capite.
Una misura da adottarsi anche per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato, la formazione e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
Fermo restando l’apprezzamento per la misura introdotta dal governo Monti in materia di Irap, il provvedimento proposto si profila quale importante incentivo al lavoro giovanile e sostegno alle famiglie e alle imprese che, per il primo anno di lavoro saranno tenute al solo versamento del salario netto, esentato da contributi.
Mentre per le imposte sui redditi del giovane neoassunto è prevista la totale esenzione, i soli contributi previdenziali saranno recuperati dallo stato nei tre anni successivi di attività, attraverso l’introduzione di una “tassa sul no tax” addizionale a carico del lavoratore che è dunque chiamato a fare un piccolo investimento su se stesso e sul suo futuro al fine di rendere la sua assunzione attraente per le imprese.
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VENDESI IMMOBILI STATALI

VALORIZZAZIONE E VENDITA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PER IL RISANAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO

Il tema della vendita e prima della valorizzazione del patrimonio del demanio dello stato è da porsi quale fondamentale leva finanziaria per il recupero una tantum di risorse da destinare all’abbattimento del debito pubblico.

I proventi delle vendite sono da vincolarsi all’obbligo di scopo del pagamento del debito pubblico, prevedendo per legge la destinazione degli introiti nella misura del 100%.

Al fine di evitare le svendite immobiliari del passato, si rende necessario svincolare i beni immobili del demanio dai vigenti obblighi di destinazione d’uso che fanno sovente capo a normative comunali, offrendo ai potenziali acquirenti la possibilità di convertire gli immobili indifferentemente a uso abitativo o commerciale, per la realizzazione di unità abitative, uffici o negozi.

La valorizzazione del patrimonio immobiliare è da identificarsi in due tipologie, la prima e più ampia riguarda gli stabili da destinare allo svincolo urbanistico, alla vendita diretta e alla immediata monetizzazione, l’atra è inerente gli interventi di riqualificazione per la realizzazione di edilizia residenziale pubblica, opere pubbliche e progetti speciali, per i quali sono da prevedere pagamenti a compensazione per il costo di acquisto al fine di non incidere sulla crescita della spesa corrente.

L’identificazione dei beni immobili da destinare alla riqualificazione e alla alienazione è connessa a criteri di onerosità dei costi di gestione, alla contrazione degli uffici pubblici e alla obsolescenza delle destinazioni d’uso, alla individuazione di edifici liberi, affittati a soggetti terzi, o occupati per usi diversi non ritenuti di primaria necessità, come rimesse, magazzini, uffici periferici non primari, locali affidati in uso gratuito a enti e soggetti terzi.

Per l’alienazione dell’edilizia residenziale sono da prevedere garanzie sociali, quali: il diritto di prelazione all’acquisto dell’alloggio da parte dei conduttori residenti con uno sconto del 20% sul prezzo di vendita; il diritto di proroga e rinnovo del contratto di affitto per ulteriori tre anni per i conduttori ultra sessantacinquenni e coppie ultra sessantacinquenni ivi residenti da più di tre anni; 
il diritto al rinnovo del contratto per ulteriori tre anni ai conduttori con reddito familiare non superiore al limite previsto dalle legislazioni regionali per l’edilizia residenziale sociale, quali nuclei familiari con presenza di ultra sessantacinquenni, nuclei familiari con portatori di handicap e nuclei familiari con minori a carico.

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TAGLIO ALLE SPESE

* DIMEZZAMENTO DEI CONSIGLIERI E DEGLI ASSESSORI REGIONALI E BANDI DI SPESA SU BASE NAZIONALE

1183 consiglieri regionali, eletti nei 20 consigli regionali italiani a cui fanno capo altrettante giunte, composte da presidenti, vice presidenti e assessori, formano nel loro insieme, a tutti gli effetti, un’assemblea legislativa speculare e più che doppia rispetto al Parlamento italiano,  uno dei cui rami, il Senato della Repubblica, è già eletto su base rappresentativa regionale. La ripetizione, per 20, delle funzioni pubbliche e degli apparati amministrativi e legislativi, da luogo alla crescita sproporzionata degli organici e dei costi di gestione e alla frammentazione del potere di acquisto in fase di spesa per beni e servizi. Larga parte del prelievo fiscale imposto alle imprese e ai privati cittadini italiani fa capo a contribuzioni regionali quali IRAP, Bollo auto, ticket sanitari, IRPEF, tasse per la caccia e numerosissimi altri tributi minori, trasferiti dallo stato alle regioni. Anche in ambito regionale è necessario prevedere una forte contrazione in primo luogo dei costi della politica, dimezzando il numero dei consiglieri e degli assessori. Inoltre è da favorire l’accorpamento delle voci di spesa regionali e dei bandi di gara da effettuarsi non più a livello regionale ma su base di spesa nazionale, determinando l’accrescimento della base di spesa e quindi la massima competitività in fase di indizione di gare e bandi pubblici. Questo a vantaggio del contenimento dei costi soprattutto di sanità e trasporti, voci per le quali sono fortissime le disparità fra regione e regione, in quanto a rapporto qualità dei servizi e spesa.

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CRESCITA DEL PIL ATTRAZIONE DEI CAPITALI ESTERI

*ATTRAZIONE DEI CAPITALI ESTERI: RIDUZIONE DELLA PRESSIONE FISCALE PER LE AZIENDE STRANIERE CHE ESERCITANO LA LORO ATTIVITA’ ESTERO SU ESTERO

Al fine di creare nuovo gettito fiscale attraendo investimenti dall’estero, spesso inibiti dall’elevatissima pressione fiscale esercitata dallo stato italiano,  i redditi delle imprese straniere con sede sul territorio nazionale, per le sole attività svolte estero su estero, possono beneficiare di un canone unico d’imposta fissa sul reddito del 20%.

Tale provvedimento, nel pieno rispetto dei trattati internazionali in tema di reciprocità fiscale, consente  la maggiore competitività del nostro paese sul fronte del confronto europeo, offrendo alle imprese multinazionali la certezza di operare in Italia a costi competitivi.